AFA_Arte, Formazione, Ambiente

L’Associazione Culturale TraiarT, vi invita all’interno degli spazi della propria sede, situata nel cuore della foce della Parma ad AFA: una serie di giornate nel caldo agosto emiliano dedicate all’Arte contemporanea, alla Formazione ed allo sviluppo delle capacità creative ed espressive singole e collettive ma anche alla scoperta dell’Ambiente della golena, della sua morfologia e degli esseri che la abitano.
Dal 2 fino al 15 Agosto 2020, artisti locali e non sono stati invitati ad esporsi nelle più svariate forme: happening, live painting, live music, residenze per artisti, open studio, laboratori aperti!
Le danze si apriranno domenica 2 al ritmo dell’hip-hop della giovane Millow, con i disegni fluorescenti dei parmigiani Pietro Aimi e Rise the Cat, e l’inaugurazione della mostra “SUPER FLUO” di Erica Bono; da martedi 4 a lunedi 10 sarà possibile visitare dalle 18 in poi la mostra del collettivo veneziano DoppioFondo (Vanessa Milan e Tiziano Ciao) ma anche osservare il work in progress della loro residenza.

Da martedi 11 inizieranno i laboratori: quello di pratiche somatiche e installazioni corporee in natura a cura di Laura Colomban e, ancora con DoppioFondo, quello di serigrafia (teorica e pratica), i cui prodotti saranno mostrati nel corso della giornata conclusiva di sabato 15 agosto, accompagnati dai paesaggi sonori di Tiziano Ciao, e dai dj set Fearless Funk e Ibrido Perfetto.

Gli eventi sono riservati ai soci e per la partecipazione ai laboratori è necessaria la prenotazione: affrettati, i posti sono limitati! Scrivi a:info@traiart.art

FOTOSINTESI

Laboratorio di serigrafia

Fotosintesi serigrafica

Il workshop è dedicato alla tecnica della Serigrafia e al suo utilizzo nella stampa artistica. 

Il luogo in cui si terrà il laboratorio è Mezzano Rondani presso l’azienda agricola “Golena Aperta” e dove trova sede l’associazione Traiart, un luogo circondato dal verde situato tra il fiume Pò e il torrente di Parma. 

I partecipanti saranno invitati a lavorare insieme per realizzare un progetto collettivo e uno personale e il tema della ricerca sarà quello della natura e dei suoi elementi.

La vegetazione vive grazie all’esposizione alla luce solare, questo genera uno dei processi chimici fondamentale per la sopravvivenza non solo delle piante, ma anche dell’uomo e di tutti gli organismi, la fotosintesi.

La serigrafia per la sua realizzazione si avvale anch’essa dell’esposizione alla luce, infatti per la preparazione delle matrici si utilizzano materiali fotosensibili, così che la serigrafia e la natura dipendono entrambe dallo stesso fattore e partendo da questo, realizzeremo le immagini da stampare. 

Dopo una visita guidata nell’ azienda agricola, raccoglieremo foglie, piante, arbusti ed altri elementi naturali, con questi andremo a comporre e creare delle immagini utilizzando solo la proiezione delle loro ombre. Questi materiali naturali, attraverso l’esposizione alla luce UV, proiettano le proprie ombre e andranno a creare delle composizioni grafiche che sviluppate sulle matrici fotosensibili saranno stampate su carta e stoffa modulando le immagini in pattern, creando sovrapposizioni e giustapposizioni.

Prima giornata – ore 17:00/19:00

Il workshop inizierà con una piccola lezione teorica sulla serigrafia, saranno esposte alcune stampe serigrafiche del nostro archivio e vi spiegheremo come nasce e si stampa una serigrafia. Successivamente prepareremo le matrici fotosensibili che saranno riposte in essiccazione al buio per un giorno. Visiteremo la tenuta e raccoglieremo i materiali che ci interessano per creare le nostre immagini.

Seconda giornata – ore 11:00/18:00

La seconda giornata sarà dedicata alla creazione delle grafiche e alla stampa, ogni partecipante potrà disegnare un propria immagine ad un colore di dimensioni a4 (21×29 cm).

Parallelamente al proprio progetto individuale andremo a creare insieme le composizioni con i materiali naturali raccolti. Finita la fase di creazione passeremo alla sviluppo delle matrici mediante esposizione alla luce UV.

Eseguita la lavorazione delle matrici ogni partecipante potrà stampare il proprio progetto su carta e stoffa, terminata questa fase ci dedicheremo alla stampa delle composizioni vegetali.

Tutti i materiali sono compresi nel prezzo.

Quota di partecipazione: 60 euro

Informazioni e iscrizioni: doppiofondofondo@gmail.com

www.doppiofondo.org

Associazione Doppiofondo, Lista Vecchia dei Bari ,1256, Venezia, Santa Croce, 30135,

c.f. 94086950279p.iva 04406690273

COMPOST

LABORATORIO DI PRATICHE SOMATICHE E INSTALLAZIONI CORPOREE IN NATURA
11-12-13.08.2020

09.00-12.00 | 15.00-18.00

COMPOST = MATERIALE ORGANICO DI VARIA NATURA CHE, PER AZIONE DEI BATTERI, SI DECOMPONE, SI MESCOLA E SI TRASFORMA IN NUTRIMENTO PER ALTRE FORME DI VITA.

Il laboratorio esperienziale invita ad entrare attraverso il movimento e il corpo in natura, portando l’ascolto alla parte intuitiva, lasciando che la creatività trovi sfogo creando installazioni e azioni performative che includono il corpo umano come parte di un assemblaggio. Il corpo è parte sensibile del paesaggio. Come spunto iniziale partiremo dal concetto di Chthulucene (Haraway,D. J. (2016). Staying with the Trouble: Making Kin in the Chthulucene), parola che deriva dal termine greco khthon che si riferisce in particolare a ciò che appartiene al mondo sotterraneo.

Ciò che emerge dal sottobosco sono corpi utopici e pre e post-umani: oggetti dall’apparenza aliena che sembrano spuntare per caso. L’invito è quello a considerare l’ambiente in cui viviamo e il modo in cui interagiamo e pensiamo come un sistema tentacolare, che non vede l’uomo come unico protagonista ma come piccola parte di un insieme di più soggetti, umani e non. Immaginarsi in un sistema post-umano, per aprire visioni a reali utopiche possibilità che si possono svelare in questo momento particolare della nostra storia personale e come umanità.

Nei tre giorni esploreremo attraverso pratiche somatiche, esplorazioni sensoriali in natura, passeggiate, momenti di dialogo e ascolto, lettura di testi e riflessioni su processi collaborativi. Le piante e il paesaggio naturale e antropizzato della foce del fiume Parma saranno introdotti dai ragazzi dell’azienda agricola Golena Aperta che saranno disponibili a rivelare la loro conoscenza del territorio. Gli spunti e intuizioni che nasceranno dall’esperienza corporea e intuitiva del paesaggio formeranno installazioni e/o performances basate sul corpo e il movimento. L’attenzione all’approccio collaborativo porterà il workshop a prendere una direzione ancora sconosciuta in quanto fortemente caratterizzata dai contributi delle persone che parteciperanno.

Rivolto a: artisti, performers, danzatori, curiosi, attivisti con o senza esperienza delle pratiche somatiche.

Si consigliano abiti comodi, scarpe da ginnastica e borraccia per l’acqua.

Bio www.lauracolomban.org | https://www.linkedin.com/in/lauracolomban/

Laura Colomban è formatrice e artista interdisciplinare con una forte base di danza e pratiche somatiche a cui si intersecano l’interesse per l’interattività (interazione sonora) e studi di approcci collaborativi. Attualmente sta concludendo il MFA Creative Practice presso il Trinity Laban Institute a Londra, dove sta esplorando approcci collettivi di creazione legati al suono e all’aspetto coreografico dei materiali vibrazionali. 

È diplomata presso il Tamalpa Institute, (Movement-based Art Therapy, California), ha studiato Pratiche basiche di QiGong in Cina presso il Five Immortals Temple ed è diplomata nel metodo Atem-Tonus-Ton, uso della voce parlata e cantata. 

Riferimenti alle diverse metodologie (in inglese)

Life/Art Process: https://www.youtube.com/watch?v=GeBz8GcEVek 

QiGong: https://www.youtube.com/watch?v=dVVTdMeI_UE 

Atem-Tonus-Ton: https://www.youtube.com/watch?v=zPIH45QwBXU 

Presentazioni performances/installazioni 15.08.2020 

In questa giornata si possono presentare performances e installazioni al pubblico che sarà presente alla mostra del laboratorio di serigrafia.

Deadline iscrizione: 05.08.2020

Iscrizione via mail:

Il workshop verrà confermato al raggiungimento minimo di iscritti.

SUPERFLUO

Il motore trainante di questo progetto è la profonda introspezione che mi viene suscitata dall’attenta osservazione dei bulbi piliferi ogni volta che per un motivo o per l’altro mi strappo un pelo o un capello.
Come un sentore ancestrale di appartenenza alla natura, un ritorno alle radici. 
Quelle stesse radici umide dalle quali nascono peli indesiderabili per la società in cui viviamo. Peli che ostinatamente continuano a riproporsi, ricordandoci un’origine diversa, non costruita ed imposta ma naturale e ribelle. 
Come un fiore che imperterrito cresce tra le crepe del cemento. 
Ed io, come una bambina che vede il mondo per la prima volta, osservo i bulbi con una strana ammirazione ed un sentimento di triste rinuncia nel liberarmene; fino alla prossima estirpazione. 

Da qui nasce il progetto Super Fluo, al quale hanno partecipato persone di ogni Genere ed estrazione sociale, che in un modo o nell’altro ci hanno messo del loro per farmi raggiungere l’obbiettivo finale: rendere giustizia alla bellezza dei bulbi, così sfrontati e irriverenti; considerati superflui ma resi testardamente… Super Flui!

Gli adesivi sono da attaccare ovunque, ma soprattutto su quei manifesti pubblicitari che ritraggono uomini e donne glabri con corpi palesemente irreali. Uomini palestrati gonfi di ormoni, donne ipersessualizzate e ammiccanti, figure ritoccate sia tramite il computer che in una sala operatoria. Immagini che ci vengono continuamente proposte e ci impongono un unico modello di bellezza, stereotipato.

L’imbarazzo ed il senso di ribrezzo che desidero suscitare nell’osservatore vuole essere di slancio verso una presa di coscienza riguardo al senso di inadeguatezza che noi tutti viviamo. Quella sensazione che ci tiene sulle spine e con la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni; della quale spesso ignoriamo le origini ma su cui, magari, vale la pena spendere del tempo per riflettere. 

Il mio saluto è l’augurio di risvegliare istinti animaleschi di rinascita. Sempre in direzione ostinata e contraria.

traiart

This is an example post, originally published as part of Blogging University. Enroll in one of our ten programs, and start your blog right.

You’re going to publish a post today. Don’t worry about how your blog looks. Don’t worry if you haven’t given it a name yet, or you’re feeling overwhelmed. Just click the “New Post” button, and tell us why you’re here.

Why do this?

  • Because it gives new readers context. What are you about? Why should they read your blog?
  • Because it will help you focus you own ideas about your blog and what you’d like to do with it.

The post can be short or long, a personal intro to your life or a bloggy mission statement, a manifesto for the future or a simple outline of your the types of things you hope to publish.

To help you get started, here are a few questions:

  • Why are you blogging publicly, rather than keeping a personal journal?
  • What topics do you think you’ll write about?
  • Who would you love to connect with via your blog?
  • If you blog successfully throughout the next year, what would you hope to have accomplished?

You’re not locked into any of this; one of the wonderful things about blogs is how they constantly evolve as we learn, grow, and interact with one another — but it’s good to know where and why you started, and articulating your goals may just give you a few other post ideas.

Can’t think how to get started? Just write the first thing that pops into your head. Anne Lamott, author of a book on writing we love, says that you need to give yourself permission to write a “crappy first draft”. Anne makes a great point — just start writing, and worry about editing it later.

When you’re ready to publish, give your post three to five tags that describe your blog’s focus — writing, photography, fiction, parenting, food, cars, movies, sports, whatever. These tags will help others who care about your topics find you in the Reader. Make sure one of the tags is “zerotohero,” so other new bloggers can find you, too.

traib (2015) _ un festival

Dal 3 al 5 Luglio 2015, l’associazione About in collaborazione con TraiarT e altre realtà indipendenti organizza una nuova estemporanea ed aperiodica edizione di traib – festival delle autoproduzioni a bassa definizione –un evento che deriva il suo nome da due concept principali:

a) dal luogo specifico in cui si svolge, Trai, paesino della bassa parmigiana in cui sono ubicati il cascinale ed il terreno, inondati dalle acque della piena del Po nel Novembre 2014;

b) dalle storie di vita di chi lo mette in scena e di coloro cui si rivolge, rimandando foneticamente alle tribe – manifestazione e cellula organizzativa primaria  nei fenomeni di nomadismo urbano  e metropolitano – alle feste anomiche ed alla cultura underground; e con esse  ad una delle  pratiche e dei concetti che la hanno connotata: l’autoproduzione ed il Do it yourself.

 Al centro di traib  saranno le capacità delle forme di nomadismo di legare attraverso le relazioni umane e territoriali urbanizzato/antropico/naturale, e le possibilità offerte dalle forme di autoproduzione individuale e collettiva di permettere – attraverso l’esperienza diretta – di modificare se stessi e la propria quotidianità, di creare comunità ed ambienti unici.

Per la costruzione del festival, sono state programmate residenze per artisti e wwoofer, con modalità e tempi differenti, per permettere fisicamente una condivisione prolungata nel tempo, che mischi aspetto ludico, produttivo e condiviso,  per stimolare un dialogo intersoggettivo insieme a quello tra individuo e luogo; ed infine per rendere possibile uno degli obiettivi del festival attraverso la collaborazione non competitiva tra organizzatori, abitanti, artisti, volenterosi, fruitori: la realizzazione di un centro culturale e artistico indipendente e permanente nel cascinale.

Il Concept 

La volontà è quella di ricercare  nuove forme di linguaggio, espressione e comunicazione indipendente.

Allestire un condensatore per chi lotta con le armi dell’immaginazione e per chi lotta sui territori e nelle quotidianità, in cui le forme d’espressione artistica  proposte nella loro dimensione politica e produttiva creino un messaggio propositivo, prodotto dalla sintesi non mediata tra ambiente e forme di vita contemporanee, cercando di mettere in luce il distacco esponenziale che l’esasperazione tecnologica, il finto benessere, la routine, la repressione ed il controllo,  e la potenza dei mezzi di comunicazione sta creando tra individuo e individuo , tra individui e natura, tra essere e verità.

La latitanza di qualsiasi etica, ben mascherata dalla retorica e dalle narrazioni dominanti si serve oggi  di flussi numerici impersonali,  dove per informazioni si intendono solo quantità enormi di inutili notizie , dietro cui si celano precisi algoritmi di marketing, collegati a subdole logiche di profitto.

Da qui nasce la decisione di autofinanziarci per promuovere forme di espressione indipendenti, non vincolate alle logiche del mercato dell’ arte, col solo intento di far emergere altre immagini di una realtà  offuscata da queste costrizioni e di dare spazi di libertà a chi tenta di crearle.

Riportare l’esperienza collettiva ed il dubbio come valori portanti per la sperimentazione di un linguaggio e  una conoscenza/coscienza  fatte di partecipazione attiva, scambio di saperi e confronto di idee e modalità d’agire.

Dunque azioni creative e opere multisensoriali alla ricerca di una esperienza artistica come interpretazione e analisi politica, azione diretta e  non più vuoto oggetto da osservare passivamente  o con cui interagire parzialmente, ma da esperire senza vincoli.